Absolute Watchmen – Dave Gibbons e Alan Moore

Categoria: un fumetto degli anni ’70 o ’80

Avevo iniziato a leggere Whatchmen quest’estate, in italiano; l’ho finito in inglese qualche giorno fa prendendolo dalla biblioteca dell’università. In inglese è stata tosta, ma piacevole. In più avevo visto un paio di volte il film (sì, il film è diverso).

Did you tell anybody about my epiphany toilet? – The Janitor

Capolavoro è, capolavoro rimane. Non pensavo mi sarebbe piaciuto così tanto, non amo troppo i supereroi, non amo troppo le scelte grafiche degli anni ’70-’80. Anche Sandman era stato inizialmente faticoso, che pure era Sandman. Ma qua, che dire, se non capolavoro?

Non starò a tediarvi con la sinossi, leggetelo. La capacità di Moore di scrivere è troppo grande, mescola epica e soap opera, romanzetto e analisi sociologica. Non so come dirlo né come spiegarlo, ma che forza ha questo Fumetto?

Potrei e vorrei fare una lunga recensione di analisi, di sottolineatura di tutti i meravigliosi aspetti. Ma non serve: leggetelo. Par di leggere un romanzo russo di quelli importanti, quelli che dici “ah, ecco perché sono importanti”.

Il difetto che posso trovare? Il pippone finale, che nemmeno Interstellar. E però ci sta, fa senso, è preparato dall’inizio e per nulla fuori posto.

Leggetelo.

 

ps. Che comunque sì, il difetto c’è, è che sono gli anni ’70-’80, i personaggi femminili sono un po meh. Ma rimprovereremmo a Dante di essere islamofobo? Ok, una nota dolente, ma teniamola a mente.

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