La rabbia – Bambi Kramer; Filosa/Noce; Hurricane; Nomisake/Trapani; Ratigher; Sonno; Tso/Primosig; Zerocalcare

Per la categoria Un libro che hai regalato, in multilingua un livre que tu as offert en cadeau o książkę, którą komuś podarowałeś o anche a book you gave as a present.

Regalare un bel fumetto a volte significa “so che ti piace leggere, so che non ne hai tempo, ecco qua un buon libro che si legge velocemente”. Un buon fumetto è anche un oggetto spesso poco economico, quindi finisco sempre per comprare qualcosa che non ho letto, in modo da accrescere la biblioteca della famiglia di amici, piuttosto che duplicarla. A questo punto, pensate forse che si possa fare un regalo a scatola chiusa? No, va verificato che quel fumetto sia effettivamente adatto al destinatario, perciò tocca leggerlo. It’s a dirty job, but somebody’s gotta do it.

Prima di regalarlo a L., mi sono quindi letto La rabbia. Bello. Leggetelo.

C’è Roma, tanta Roma, soprattutto l’est, i tram, il trenino Roma-Giardinetti, la metro. Bello.

Ma che cos’è La rabbia? Lo dice molto bene Francesco Giai Via di Doppiozero:

«Curioso oggetto editoriale, “La rabbia” nasce con il pretesto di celebrare i 20 anni dall’uscita di Gioventù cannibale, antologia curata da Daniele Brolli che a metà anni ’90 segnò un momento estremamente fertile dell’allora nuova narrativa italiana chiamando a raccolta scrittori come Niccolò Ammaniti e Aldo Nove. Dove andare nel 2016 per ritrovare quell’urgenza e quella radicalità espressiva? Luca Raffaelli ne è certo: oggi in Italia la forma artistica che più può darci il polso del presente del nostro paese è il fumetto».

Il risultato è di altalenante qualità, ma vale assolutamente la pena di essere letto. Nella varietà della forma e nelle diverse declinazioni del tema c’è spazio per molte cose meravigliose, pagine perfette, riflessioni che ti fanno dire “sì, così mi sento anch’io”. Un esempio è la storia di (sono più storie, 8, l’ho detto? Me sa de no) una storia, dicevo, di Laura Nomisake e Annalisa Trapani, che riescono perfettamente ad mettere in scena quell’incrocio di nevrosi da gestire, tentativi di vita sociale, àncore di vita lavorativa e volontà di fare e portare il bene che caratterizza molta della bella gente che conosco. Quell’angoscia per cui sai che il mondo va a puttane, l’ambiente muore, il clima è quello che è, bisognerebbe fare la rivoluzione e invece stai lì a terminare il tuo lavoretto da consegnare entro dopodomani. Un’esplosione di scadenze immediate che accecano la limpidissima coscienza di quelle universali del lungo termine.

La rabbia è quel tipo di fumetto che lo leggi e dici mi sta dando una voce, sta esprimendo quello che penso. E in effetti non è proprio un fumetto che vuole essere bello, artistico, quanto piuttosto parlare di cose, dire, esporre, esprimere, esternare, rivendicare, protestare.

Ciò non toglie che sia artisticamente valido, piacevole e a tratti quasi disgustoso nella sua precisione.

Mi scuserete le terribili immagini, ma il fumetto è oramai nelle mani della festeggiata, ad un oceano da me, quindi tocca accontentarsi di quello che c’è online.

L’ultima cosa da dire è che ci sono molte voci in questo fumetto, tutte diverse, tutte peculiari. Ma tutte valide.

Ah, resta da dire che sì, il regalo è piaciuto molto. Leggetelo!

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