Leggere insieme nel 2016

A 26 giorni dall’inizio numerico del nuovo anno, tocca a me fare un riassunto del passato anno di letture. Non ho letto molto (30 libri secondo anobii) e non tutto quello che ho letto era legato alla Reading Challenge. Che secondo me è maschile, reading challenge. Vabbeh.

Della Reading Challenge mi piace il fatto di ripercorrere il libro per poi tirargli fuori un testo che è un po’ lui (il libro), un po’ me (il lettore) e un po’ voi (che io e lui speriamo vi lascerete convincere a leggerlo, il libro). Di sforzarsi per tirarne fuori il meglio, condensare l’amore in parole e passarlo avanti.

 

Mi è dispiaciuto di non aver letto invece libri che volevo molto leggere. Fra questi il Dybbuk di Anski (pièce di teatro ebraico), L’ora di lezione (per il libro consigliato da un insegnante), Isegawa (autore ugandese) e Q di Luther (per il libro scritto da più di due mani). Ho solato anche il povero Genet, autore mancino. Invece ho perso due faticose settimane su quella roba pesantissima che è Neve di Pamuk, portandomelo pure in spalla per mezza Europa centrale.

In generale, tante, troppe categorie anziché dare maggiore spazio di manovra a me lo hanno ridotto. Avrei voluto finirla ma era impossibile. Quindi l’ho anche un po’ detestata.

Mi è piaciuto però, mi è piaciuto molto vedere come Alessio si sia impegnato in questo progetto. Ed è stato bello stare spalla a spalla, lontani km e continenti, a leggere e credere insieme che sia fondamentale condividere quest’esperienza.

Anche io ho le tasche piene di libri della RC che non ho recensito. Ne ho letti tre scritti da amici o conoscenti: il tomo di poesie di Natalia Komarow, il tomo di poesie del laureato del premio Szymborska Kuba Kornhauser e la mia meravigliosa amica Jagoda Grudzien. Avrei voluto presentarveli e parlarvi di quanto la poesia sia vicina alla gente senza essere populista o squallida. Non ho neanche scritto di un libro che parli di cucina, però Kitchen della Yoshimoto mi è piaciuto. E la riscrittura dell’Odissea di un dramma polacco modernista – aspettavo che pubblicassero la mia traduzione. Ancora sto aspettando.

Ma ho letto molti libri belli. Su tutti, Tracks della Erdrich e La cintura di Abodehman. E tornare a leggere il mio adorato Robbe-Grillet!

C’è stato un momento molto difficile, durante lo scorso anno, in cui non sapevo più da che parte andare. Oscurità ovunque. Parole che muoiono in gola. L’intero sistema che si sbriciola finché rimani in mezzo ad un secco deserto di polvere e pietra.
Quel giorno, dall’altra parte del tavolo a cui sedevo, c’era una persona gentile che non immaginava in che acque stessi navigando; vedeva chiara però la mia bussola rotta. Mi chiedeva del dottorato. Dicevo di non sapere, non sapere proprio più nulla.

Leggere, ha detto. Leggere ha ancora senso. E ha sorriso con calore.

 

Ecco perché dietro la vecchia RC ora in bozza c’è quella del 2017.

Leave a Reply