Le pagine del 2016 – Alessio

Nella zona oscura che si nasconde dietro queste pagine, c’è una lista di bozze che non vedranno mai la luce. Quelle che portano la mia firma sono 3. 3 libri.

La prima è dedicata a Cattedrale di Raymond Carver, che avrei voluto inserire nella categoria libro scritto da un premio Pulitzer, non fosse che l’autore è stato solo candidato al premio senza mai vincerlo. Una recensione abortita dopo un rapido ricontrollo della pagina wiki del Pulitzer. Il libro vale la pena di essere letto, col suo linguaggio che finge di essere semplice, ma che ha una potenza tutta particolare di non dire nulla e caratterizzare tutto. Mi sfugge ancora il modo.

La seconda è la recensione di un libro profetico, nello specifico il Libro di Isaia. Una bozza di solo titolo e categoria, un’intenzione, per delle pagine mai iniziate.

La terza bozza è per Rime e lettere di Michelangelo, nella categoria libro scritto da un autore mancino, anch’essa consistente di solo titolo e nessuno contenuto. Ma in questo caso ero più avanti, perché avevo letto una buona parte delle rime, un po’ per piacere un po’ per ricerca filologica. Non ho mai finito, è il libro è ora al di là dell’Atlantico, per almeno un paio di mesi.

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Grazie alla reading challenge del 2016, ho scoperto e letto molti libri che non avrei toccato prima di anni, e ne sono molto contento. Era uno degli scopi di questa sfida, come a suo tempo lo era del gruppo degli Asterioni (ora, diciamocelo, lo è un po’ meno, perchè ci conosciamo da tempo).

Non starò a fare la lista dei libri belli, ci sono molte mie recensioni a testimoniarli, ma vorrei solo segnalare la scoperta più inaspettata, quella de Il figlio di Bakunin di Sergio Atzeni, in cui mi sono imbattuto seguendo una copertina di un libro che avevo già. Bello, leggetelo, merita.

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Ha senso proporre al mondo una nuova Reading Challene targata Bestiario? Un’altra, per il 2017?

Credo di sì, credo sia il tempo di sfondare le barriere linguistiche e condividere l’internazionale. Abbiamo internet, abbiamo il web, abbiamo pure google tralsate che male che vada qualcosa ci si raccapezza. Quindi facciamolo. Io ho imparato tanto, scoperto tanto, condiviso con voi tanto. E mi è piaciuto, e spero sia piaciuto anche a voi.

A presto. Su questi schermi, sui vostri schermi, tra le vostre mani, sulle vostre pagine.

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