More Fun – Paolo Bacilieri

Categoria: un libro di rompicapi bis, una recensione fuori tempo massimo.

Quando lessi Fun, affermai che difficilmente avrei comprato il seguito. Però sono qua, dopo che lo stesso Bacilieri, in un incontro/scontro inaspettato con l’autore, mi ha inviato una copia dell’allora appena uscito More Fun. Poi ci sono state tante cose che mi hanno allontanato da questa sfida di lettori, perciò solo ora, fuori tempo massimo, ho potuto scrivere qualche riga.

More Fun è la seconda parte di Fun (questa la recensione), séguito previsto e atteso, vista la conclusione improvvisa del primo volume. Al di là di alcune differenze, piccole e grandi, la struttura è la stessa di Fun, e il mio giudizio alla lettura resta invariato: una rara maestria nel gestire la potenza grafica, spesa in un garbuglio di storie che insieme però non ci stanno. Da una parte la storia del cruciverba, che in More Fun è dedicata al suo successo soprattutto italiano e francese, dall’altra Zeno Porno e Pippo Quester, in mezzo altre narrazioni a colori.

Quando terminai di leggere il primo volume, avrei dovuto quanto meno sospendere il giudizio, poiché tutte quelle linee narrative, tutte quelle storie intrecciate avrebbero potuto trovare un senso unitario nel secondo volume. Come era probabile, ciò non è accaduto. Visto che non ho mai letto altro di Bacilieri, avrei potuto anche pensare che semplicemente non fosse capace a fare lo sceneggiatore. Per togliermi il dubbio, ho letto il primo altro suo fumetto che ho trovato. Caso ha voluto fosse Sweet Salgari: fumetto che VA letto, tra i migliori che mi siano capitati sotto mano.

Per farla breve, questo percorso interiore, in cui mi chiedo insomma che senso abbiano Fun More Fun, termina con me che finalmente rielaboro il fatto che l’autore è vivo, la gente lo vede, ci parla, finisce pure che lo intervista. Tra le altre, questa intervista risale al Napoli Comicon 2015, fatta dai simpatici de lospaziobianco.it (simpatici poi perché la “mascotte” lo è, sennò loro chi li conosce, forse sono brutti e cattivi, non so).

Dettagli degni di nota ricavati dalle dichiarazioni dell’autore: 1. Fun doveva essere un unico volume, poi disegna che ti disegna, ha finito per allungarsi e sdoppiarsi; 2. Tutte quelle storie che si incrociano stanno nello stesso fumetto proprio perché si incrociano, come in un cruciverba succede a parole che non hanno legami tra di loro ma finiscono per trovarsi nella stessa griglia.

Questo non mi toglie che il risultato non mi soddisfi, pur se ne apprezzo l’idea alla base. E insomma niente, continua a non piacermi.

In ogni caso, in More Fun ci sono un sacco di cose belle, tanta letteratura, tante citazioni più o meno dirette, tanta architettura. C’è Perec (che aveva dei capelli pazzi. Che poi, sta cosa di incrociare le storie si incrocia anche con La Vie mode d’emploi,, e Bacilieri lo sa):

C’è New York:

E c’è Milano, cosicché la copertina newyorchese di Fun corrisponde alla torre Velasca di questo secondo volume. E poi, certo, c’è il Pirellone:

E, come in Fun, c’è lo stesso incrocio continuo tra cruciverba e città, in una conclusione geometricamente corrispondente nei due volumi, tombale e architetturale allo stesso tempo.

 

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