Fun – Paolo Bacilieri

Categoria: un libro di rompicapi.

Mentre Malleveria legge libri che si direbbero bellissimi, io sbaglio tutto comprando Fun di Bacilieri. Libro di rompicapi, perché questa graphic novel (al femminile dice la Crusca) percorre la storia del cruciverba, dalla nascita fino ad oggi. Peccato che questa sia solo la prima parte, peccatissimo che tale dettaglio sia specificato solo alla fine del fumetto, in piccolo, in caso qualcuno aprisse per sbaglio la pagina. Io, che l’ho semplicemente visto in libreria e non mi sono letto una delle tante recensioni che specificavano la sua parzialità, l’ho ovviamente scoperto alla fine – o appena prima, quando la materialità del libro ha iniziato a sembrare insufficiente ad una degna chiusura della trama. Non è mia intenzione comprare il seguito, visti gli ulteriori 18 euri necessari. Quando una biblioteca di Roma deciderà di averne una copia, sarò lì a vedere se valeva la pena.

L’idea di raccontare a fumetti la storia del cruciverba poteva essere vincente, un po’ perché le strisce comiche e l’enigmistica sono storicamente vicine di casa nelle pagine dei quotidiani, un po’ perché tutti e due lavorano con le caselle e i riquadri. Potenzialmente ci sono mille derive meta-fumettistiche da intraprendere e Bacilieri ne è ben consapevole e ne sfrutta molte. Già all’inizio scrive:

Col senno di poi / non poteva che succedere qui / in questa città / e dove, altrimenti? / Dove, se non qui? / ad ogni modo fu a New York City che tutto ebbe inizio.

 Perché? Perché la stessa architettura newyorkese è enigmistica:

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Così, in tre paginette, New york diventa un cruciverba. Bacilieri disegna l’architettura divinamente, per tutto il fumetto. Ha anche delle idee molto intelligenti e dimostra di saper usare il medium veramente bene. Rischio di affollare questa recensione di immagini, ma le due pagine in cui Arthur Wynne cerca di inventare un nuovo gioco enigmistico sono centratissime:

 

 

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Dai quadrati magici al cruciverba. Bello.

Ma a questo punto il bel riquadro nero che circonda le tavole che avete appena visto scompare, a segnalare la sospensione della parte “saggistica”. Si capisce che un personaggio del fumetto sta scrivendo la storia a Milano nell’autunno 2009 – un tizio che è Umberto Eco ma si chiama in un altro modo. Lui:

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Appare Zeno Porno. Ora siccome io non so nulla del fumetto italiano, non sapevo chi fosse. Per chi non sa, in un’intervista Bacilieri ne parla così, se sapete o non volete sapere saltate la citazione:

“Zeno Porno nasce, e da lì il nome imbarazzante che si ritrova, sulle pagine di una rivista che si chiamava Blue: era un mensile di fumetti erotici, però l’editore di Blue, Francesco Coniglio, era un editore illuminato, il quale dava spazio anche ad autori che non facevano strettamente fumetti erotici e quindi avevi la libertà di non fare tette e culi ad ogni pagina, non era una cosa da poco.

L’idea mia era quella molto semplice di ruotare la camera di 180° rispetto all’erotismo, alla pornografia e mettere in primo piano uno che consuma l’erotismo e la pornografia, cioè uno Zeno Porno. In origine doveva essere un personaggio cupo, sinistro, anche greve, doveva avere un’aria un po’ da Harvey Keitel, me lo immaginavo così.

Il modello era Il Cattivo Tenente, quindi figurati quanto ero distante da quello che poi è saltato fuori, uno che, e qui l’imbarazzo aumenta, aveva anche la mia faccia! Questo è il bello dei personaggi, alle volte sono loro che chiamano te. Zeno subito ha deviato dal percorso programmatico che avevo in mente per lui e ha iniziato a vagare nella mia biografia personale e in un sacco di altri settori che fino ad allora non avevo mai esplorato.

Il bello di questo personaggio è questa sua adattabilità imprevedibile, infatti riesce a tirare dentro nelle sue storie un po’ di tutto. Quindi continuo ad usare Zeno, specialmente nelle storie che riguardano la quotidianità, Milano, il Weneto, etc: a me piace fare fumetti di diverso genere, ma questo è un tipo di racconto che voglio continuare a fare e quindi continuerò ad usarlo.

L’intervista integrale è qui. Zeno è pure un personaggio interessante, ma quest’idea di infilarlo dappertutto non mi piace per nulla. O, comunque, in Fun non ho capito cosa ci stia a fare. Si aprono mille linee narrative su quello che fa Zeno, come incontrare lo pseudo-Eco (che ci sta, perché potrebbe dare un po’ di senso a tutto), o andare alle mostre (che pure capisco abbiano una minima attinenza con la questione cruciverba, ma spesso anche no). Ogni tanto le tavole si ricontornano di nero e si torna alla storia del cruciverba, ma poi si stacca e si va a Zeno Porno, a colori tra l’altro.

È che a me di Zeno non me ne frega nulla, io voglio sapere dei cruciverba. E invece le noiose vicende di Zeno si mettono in mezzo a occupare tutto lo spazio. Poi pseudo-Eco continua col suo libro, ogni tanto incontra Zeno, i due vengono tenuti sott’occhio da una tipa che li segue a distanza e che alla fine (spoiler) fa una cosa che non vi dico e che insomma fa virare tutto verso il giallo-noir-poliziesco-de-sta-cippa, e dove sono i cruciverba?

Lo so, alla fine il mistero della tizia pedinatrice avrà pure a che fare con i cruciverba, o almeno col libro sui cruciverba che pseudo-Eco sta scrivendo. Ma lo si scoprirà solo moreFUN-cover piattonella seconda parte, More Fun. Io non lo voglio comprare perché poi ci saranno mille inserti su Zeno Porno. Uffa.

Bacilieri, al di là di tutto, sa il fatto suo, quando vuole. Tipo alla fine (alla pseudo-fine), Zeno e Titta Mascioni vanno in un cimitero, inquadratura su tante tombe e lapidi e monumenti funebri, con in sottofondo, per diverse pagine, spezzoni di una toccante romanza anonima in tosco-napoletano. Ve ne cito la parte citata da Bacilieri:

Fenesta ca lucive e mo nun luce / sign’è ca Nénna mia stace malata / s’affaccia la surella e mme lu dice: / Nennélla toja è morta e s’è atterrata / chiagneva sempre ca durmeva sola / mo dorme co’ li muorte accompagnata /va’ dint”a chiesa e scuopre lu tavuto: vide Nennélla toja comm’è tornata / da chella vocca ca n’ascéano sciure, mo n’esceno li vierme… Oh! Che piatate! / zi’ parrocchiano mio, ábbece cura: / na lampa sempre tienece allumata / addio fenesta, rèstate ‘nzerrata / ca Nénna mia mo nun se po affacciare / io cchiù nun passaraggio pe’ ‘sta strata: / vaco a lo camposanto a passiare! / ‘nsino a lo juorno ca la morte ‘ngrata / mme face Nenna mia ire a trovare.

E, in mezzo a tombe celebri (Salvatore Quasimodo, Guido Crepax, ecc. – perché Bacilieri per tutto il fumetto mette in mezzo noti artisti e celebri opere, ad esempio facendo portare in tasca a Zeno La cognizione del dolore), in mezzo a tombe celebri, dicevo, con in sottofondo Fenesta ca lucive, ecco qua la corrispondenza più sottile tra cruciverba, realtà, fumetto:

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One thought on “Fun – Paolo Bacilieri

  1. Bella recensione. Sarà che ho un debole per le negative…
    Se mi dai un addresse (in forma privata, con un messaggio su facebook alla pagina PaoloBacilieriUfficioStampa, per esempio) ti mando la seconda parte “more Fun” a mie spese.
    Un saluto.
    pb

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