I nuovi guardiani – Sergej Luk’janenko

Categoria: un libro di letteratura russa contemporanea.

Sergej Luk’janenko scrisse I guardiani della notte nel 1998, dando inizio alla trilogia urban fantasy omonima, poi diventata quadrilogia, poi penta, ora sestalogia (si dice così?). L’ultimo titolo della saga è in pubblicazione quest’anno presso Mondadori, I sesti guardiani (ma che titolo è?). La storia ruota intorno agli Altri, esseri soprannaturali mescolati con i semplici umani, divisi in due gruppi:

  • la Guardia della Notte, formata dagli Altri della Luce;
  • la Guardia del Giorno, formata dagli Altri delle Tenebre.

Le due Guardie si supervisionano a vicenda per garantire il rispetto dei trattati internazionali che ne mantengono l’equilibrio. Così, da una parte gli Altri della Luce sono tutti turbati dal dover permettere che ogni tanto i vampiri cattivi si succhino un po’ di sangue per non schiattare, dall’altra gli Altri delle Tenebre si scocciano di dover seguire tutte queste regole.

Ora, chi legge si aspetterà di continuare a trovare banalità con banalità, spruzzate con un pizzico di banalità, tutto servito con un emulsione di baalità su un letto di verza rossa e banalità. In realtà no, perché tutta la questione che sottostà ai libri è molto interessante e ben scritta. Tutto ruota su questo sistema burocratico complessissimo per cui se tu fai una magia della luce senza aver fatto domanda allora a quelli delle Tenebre spetta una magia di stesso livello e viceversa. È un po’ come un immenso ufficio catastale dalle regole astruse e intricate infarcito di magia ed equilibri cosmici poco chiari e che spesso funzionano anche da soli. Su queste basi si sviluppano i dilemmi etici di ogni parte e di ogni singolo, con il tentativo continuo delle due fazioni di far pendere la bilancia a proprio favore.

Gli Altri hanno la capacità di entrare nel Crepuscolo, una sorta di dimensione parallela a più livelli che si stratifica sulla realtà, pur costituendone una parte. La natura del Crepuscolo, anch’esso con le sue regole ferree, si va specificando meglio in ogni libro della saga, il che ne comporta alternativamente una perdita e un aumento di fascino.

Restano da dire due cose: che l’ambientazione principale è la Mosca dei giorni nostri, ma in realtà si viaggia spesso e non sempre l’occhio del narratore segue la vicenza del protagonista, Anton Gorodetsky; e che solo un gruppo minoritario di Altri fa parte delle Guardie, ce ne sono un sacco che ovviamente vivono la loro vita come tutti.

Senza rallentare la corsa, creai il Crepuscolo.
Il mondo sussultò, scostandosi. Fui colpito da dietro le spalle come dal riflettore di un aeroporto, e una lunga ombra sottile s’infittì e acquisì volume, si allungò su se stessa nello spazio dove non c’erano altre ombre. Si staccò dal sudicio asfalto, si levò, ondeggiando come una densa colonna di fumo. Si muoveva veloce dinanzi a me…
Accelerando la corsa, raggiunsi la grigia silhouette ed entrai nel Crepuscolo. I colori del mondo sbiadirono, mentre le auto sul viale parvero rallentare e finire in panne.

Ora vi chiederete perché parli tanto degli altri libri della saga e non de I nuovi guardiani. Il problema è che i primi due volumi (I guardiani della notte I guardiani del giorno) sono molti belli, il terzo e il quarto (I guardiani del CrepuscoloGli ultimi guardiani) sono piacevoli ma già abbastanza manchevoli di guizzi interessanti. Questo quinto capitolo invece ha svalicato la linea del hogiàdettotuttomacavolofacciamounaltrolibroforsehounidea per precipitare nel ahnoerasolounsensodiemicranianonunidea. Ne deriva che la parte che rendeva appassionante i precedenti capitoli è bella che esaurita, i problemi seri sono stati affrontati, risolti o accettati come problematici e irrisolvibili, e tante forze che era bene rimanessero inspiegate sono state oggetti di pippone esplicativo. Quindi cosa ci si poteva scrivere in questi Nuovi guardiani? Purtroppo ci si poteva scrivere il solito pappone di ehifacciamounfinaleapertocosìnescrivounaltro condito con revisioniamotuttoquelloscrittofinorafacendofintacheavevounideaperfarquadraretuttodiversamente.

E quindi peccato. È un mondo piacevole da vivere, quello di Luk’janenko, però ad un certo punto bisogna sapersi fermare. Soprattutto perché io speravo in qualcosa di buono, e ci ho speso pure 18 euro, e non è giusto.

Già I guardiani della notte si imperniava su una profezia, che tipo basta co ‘ste profezie, però ci stava, perché era qualcosa di sfondo, che influenzava fino ad un certo punto la trama e le parti forti del libro. Nei Nuovi Guardiani invece c’è un’altra profezia, precedente, su una cosa tipo la fine del mondo, che nel libro tutti i personaggi tentano di decifrare, e quindi che noiaaaaaaaaaa. Inoltre, in tutti gli altri libri c’era questo incastro narrativo finale in cui si capiva come tutte le (manipol)azioni dei grandi maghi erano un tocco alla prima tessera del domino – ok ,non sembra una cosa originale, ma era importante per la filosofia stessa del libro capire che molte azioni fossero controllate, che il libro arbitrio sì però ti manipolo pure ma comunque ce l’hai il libero arbitrio quindi fa’ che te pare alla fine la scelta sta a te noi ti mettiamo in condizione di problematizzare -; in questo capitolo invece nulla, perché il punto è diventato decifrare la profezia, capire cosa fare, come risolvere e quindi lasciare tutto aperto per il prossimo libro.

Ora mega spoiler – ma de che? – casomai saltate se mai vorrete leggere questo libro – anche no:

“Arina dov’è?” domandò Nadja a bassa voce.
“Nel sarcofago dei tempi” risposi.
“Vuoi dire che rimarrà lì dentro per sempre?”
“Voglio dire che nessuno è mai entrato in un sarcofago, dal quale è impossibile uscire, con una sfera minoica. E la sfera minoica è in grado di aprire un portale in qualunque luogo. Non so, Nadja. Forse la Tigre non lo sapeva neanche.”

Finale aperto – marketing – te odio.

Mi accorgo di non aver parlato molto dei personaggi. Ce ne sono di molto belli, di alcuni ti innamori, ma è inutile qui enumerarli.

Ah, dimenticavo: hanno fatto due film riscrivendo i due primi libri. Wikipedia dice che hanno rifondato il cinema russo. Attenzione: non guardateli. Oppure sì, ma non hanno a che fare con i libri, i libri sono belli, i film no e parlano di altre cose. Potrebbero essere anche piacevoli, ma vi rovinano i libri, che invece meritano di essere letti.

I Guardiani della Notte

Guardiani del giornoGuardiani del crepuscoloUltimi guardiani

 

2 thoughts on “I nuovi guardiani – Sergej Luk’janenko

  1. Sarà per come hai scritto l’articolo, ma l’impressione pervadente è: ammazza che paccottiglia!

    1. Sì è paccottiglia. Mentre quelli precedenti erano grosse riflessioni filosofiche.

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