Effe 3 – Periodico di Altre Narratività

Categoria: un libro illustrato

In uno dei miei primi giorni da universitario, mentre con L. cercavo di capire come funzionassero gli orari dei corsi, ho conosciuto Carlotta, che non lo sapeva nemmeno lei come funzionassero ma aveva già trovato colui che sapeva. Sei anni dopo Carlotta si è occupata dell’editing del terzo numero di Effe – Periodico di Altre Narratività, che io ho comprato ad una presentazione al Monk. Ogni numero di Effe accompagna dei racconti a delle illustrazione, indi per cui vale come libro illustrato. (Per sapere cose su Effe, qui.)
effe-picUna qualche sfumatura di rosso collega tutte le illustrazioni, una per racconto, ognuna diversa nello stile, pur se poi di “sfumatura” non si tratta ma di un qualche termine tecnico che io non so e che gli illustratori invece sì. Vorrei stare qui a disquisire sulla loro qualità, ma me ne manca la competenza; mi limito perciò a dire che il rosso dà una qualche uniformità all’intero volumetto, più di quanto non facciano i racconti, ognuno di stile e genere differente.

Mi dice Carlotta che una tale varietà è voluta.  Ne consegue ovviamente una carenza di macrotesto: ogni volta che si inizia un racconto si apre una nuova porta.

Io di solito studio gente morta da almeno 8 secoli, quindi leggere di couch surfing e blablacar in un’opera narrativa è un’esperienza piacevolmente scombussolante, per cui ho apprezzato molto il primo racconto (di Mari Accardi). La brevità di un racconto non permette errori di percorso. I tempi, le informazioni, le svolte devono essere calibrati con sapienza per ottenere un risultato soddisfacente. (Ammetto di non prediligere tale forma narrativa, proprio perché ho avuto modo di leggere ben poche raccolte di racconti veramente belle.) Accardi riesce alla perfezione a soppesare detto e non detto e a creare un clima avvolgente: fosse l’incipit di un romanzo, avrei divorato il resto.

De L’eclissi di Carolina Crespi non ho capito un gran che, sarà pure che ero in apnea in metro in orario di punta, ma tant’è. Non ho identificato bene nemmeno i personaggi, e il finale, che ha la sua poesia, non mi torna del tutto col resto. L’illustrazione di Misstendo che lo accompagna è invece tra le più immaginifiche (ho appena spizzato qualche altra sua illustrazione online, belle!).

Assunta del Mercato di Maddalena Francavilla mi ha divertito e dispiaciuto, con la protagonista che urla MELEPEREBANAAAAAAANE! e si vendica del marito odioso.

Ops di Giulia Orlando ci illumina sugli OPS, operatori per la proiezione degli sguardi, microesserini blu viventi in ognuno di noi che si occupano di produrre i nostri sguardi, appunto. A me son sembrati un incrocio tra i piccoletti del sistema nervoso che corrono qua e là in Esplorando il corpo umano e i cronopios e i famas di Cortàzar. Il racconto ha le sue pecche, ma se ne scorgono le potenzialità, col colpo di scena finale assolutamente dovuto.

Senza accennare a tutti gli altri racconti, mi racconta Carlotta che non c’è stata reazione unanime: se mai leggerete Effe 3, odierete qualcuno e amerete qualcun’altro, senza possibilità di previsione. In fondo va così con le raccolte di racconti.

Una piccola nota finale di genere: questo numero di Effe nasce come contenitore di voci femminili, per cui tutti i racconti sono di autrici esordienti o già note. La domanda era: «Se raccogliessimo le storie e le intuizioni delle donne che scrivono oggi e in Italia, che cosa leggeremmo?»

One thought on “Effe 3 – Periodico di Altre Narratività

  1. Grazie Alessio per la tua schietta recensione.
    In effetti questo era il numero più pop della raccolta per cui aver fatto breccia nel cuore di un filologo ci onora molto. Ora però non ti resta che recuperare sugli arretrati, sul #4 e sul #5 che uscirà a giugno, insomma bisogna vedersi!

    A presto,
    Carlotta

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